Sapete qual è lo scopo dell’alimentazione?

In natura gli animali liberi mangiano per vivere e non viceversa come, purtroppo, accade normalmente tra gli uomini dei paesi ricchi industrializzati.

Mangiare è un atto che procura piacere come tutte le funzioni fisiologiche.

Ma il piacere verso la vita non può essere ridotto al piacere effimero della gola. Il ruolo delle papille gustative è quello di guidarci verso quei cibi più adatti a soddisfare il fabbisogno nutritivo del corpo ma anche d’indicarci quando smettere di mangiare. Infatti, quando ciò che stiamo mangiando cambia sapore significa che bisogna smettere di mangiare e non passare a un’altra portata.

Il senso di sazietà è preceduto dalla riduzione di piacere per il cibo che si sta mangiando.

Poiché oggi, la maggior parte dei cibi è ricca di vari principi nutrienti essenziali, il senso di sazietà si presenta con ritardo anche a stomaco strapieno. Il continuo riempimento dello stomaco tende a dilatarlo e, quindi, a rovinarlo. L’insistente desiderio di uno specifico cibo è determinato dal fatto che l’organismo sa che in esso troverebbe gli elementi necessari al suo metabolismo ma ciò avviene solo se quel cibo è stato coltivato in modo naturale e non ha subito alterazioni.

È nostro diritto-dovere, quindi, procurarci quei cibi che non hanno subito alterazioni nella coltivazione e preparazione. Sicuramente è un impegno arduo, al giorno d’oggi, perché siamo circondati da cibi spazzatura che di nutritivo hanno ben poco e, per lo più, sono tossici.

Perché un cibo integrale, a parità di peso, sazia più di uno raffinato? Proprio perché il corpo riconosce e trova in esso tutto ciò che serve per vivere e crescere. L’industria alimentare per guadagnare di più prima raffina i cibi e poi ci propone gli integratori di vitamine e sali minerali; così facendo ci fa pagare due volte: prima per il processo di raffinazione poi per quello dell’integrazione. Una bella trovata a nostro sfavore, non vi pare? L’industria agroalimentare, oggigiorno, è la principale responsabile dei nostri problemi nutrizionali e di salute.

Perché i cibi denaturati e avvelenati dall’agricoltura intensiva e chimicalizzata non possono essere adatti alla nutrizione? Perché il sistema metabolico non è in grado di riconoscere e processare le nuove sostanze create dall’uomo. Pertanto, di fronte alle sostanze non riconosciute, l’organismo non è in grado di predisporre un’azione di difesa preventiva e, spesso non riesce a neutralizzarle ed eliminarle dopo che sono entrate nel corpo.

I cibi, dopo la loro scomposizione negli elementi costitutivi, sono come i mattoni di costruzione della casa: più sono ben fatti più saranno in buono stato le pareti. Se noi vogliamo avere un corpo ben fatto e sano, abbiamo bisogno d’introdurre nell’organismo sostanze di qualità. Come un muratore avrà difficoltà a costruire le mura di una casa con dei mattoni storti e fragili così il nostro corpo non potrà formarsi forte e sano con sostanze di scarsa qualità. Non vi sembra ovvio?

Quindi il cibo non serve solo a mantenerci in vita ma anche per farci crescere sani, efficienti, forti e per vivere felici. Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile attenersi a un’alimentazione sana, viva e compatibile con la propria Morfofisiologica. E’ importante risaettare la propria capacità digestiva.

Purtroppo, è usanza frequente nei ristoranti odierni offrire ai clienti una sfilza di portate appetitose che fanno venire l’acquolina in bocca solo a guardarle. Inesorabilmente, anche il più virtuoso dei commensali finisce con il mangiare più di quello che gli necessita per ristorarsi. Se questa evenienza è rara, la cosa non desta grossi problemi; l’eccezione ogni tanto è ammissibile.

Purtroppo, però, per la maggior parte della gente dei paesi ricchi, ma anche di quelli in via di sviluppo, il cibo rappresenta il rifugio compensatorio per le insoddisfazioni della vita. La gente frustrata, infatti, tende a mangiare di più rispetto a coloro che hanno soddisfazioni professionali, lavorative, amorose, familiari e sociali. Il cibo e ‘ un bene rifugio a portata di tutti; anche i mendicanti, oggi, hanno abbondanza di cibo trovato nei cassonetti dei rifiuti delle nostre città. Nella nostra società consumistica è più facile morire d’eccesso di cibo che di fame.